Rendere più intrigante la Serie A: si può (e si deve)

Cominciamo a fare il campionato a sedici squadre. Il resto verrà da solo

Da anni, ormai, la Serie A non è più il campionato più bello e seguito del mondo. E’ stata ampiamente scavalcata dalla Premier League e forse, stando a quanto dicono molte persone, anche dalla Liga spagnola. Premesso che nella mia personale classifica il nostro campionato viene subito dopo quello inglese per livello di spettacolarità, andiamo ad analizzare i problemi (e le conseguenti possibili soluzioni) della Serie A.

Ribadisco. Serie A seconda nella mia personale classifica, poi il dato è soggettivo.

Serie A, bisogna seguire il modello inglese

Il nostro campionato, attualmente, conta 20 squadre. Come la Premier e la Liga, del resto. Ma andiamo con ordine. Le squadre italiane rispetto a quelle inglesi, tedesche e spagnole, sono povere. Ma povere nel vero senso della parola. La maggior parte campa solo grazie alle plusvalenze, sperando che non ci sia un anno storto.

Altre, invece, proprio fanno fatica a stare a galla. Vedi le ultime di turno come  Hellas Verona, Crotone e Benevento. Ma come mai in Inghilterra l’ultima in classifica ha comunque i conti sani mentre in Italia tra poco neanche la Juventus li ha? Semplice. Nel campionato inglese le squadre (a parte le big, ovviamente) campano solo di diritti tv. Le big come Chelsea e Manchester City (tanto per fare due esempi a caso) oltre ad avere una proprietà miliardaria vivono anche grazie al merchandising ufficiale e ai diritti tv (circa 120 milioni di sterline annui), mentre in Italia i diritti tv sono bassissimi. Inoltre, tutte le squadre della massima serie inglese sono piene zeppe di giovani talenti o, più semplicemente, di giocatori molto interessanti che in Italia la maggior parte delle nostre compagini si sogna.

L’anno scorso il Chelsea campione d’Inghilterra ha percepito 150 milioni di sterline di diritti tv, mentre il Sunderland retrocesso in Championship ne ha ricevuti “solo” 91. Il tutto perchè in Inghilterra il calcio, inteso come business, è molto ben strutturato. Ogni squadra dalla Premier alla League 2 ha il suo stadio di proprietà e, nella maggior parte dei casi, nuovo. In Italia non ci sono gli stadi di proprietà neanche in Serie A. Anzi. Le uniche squadre ad averlo sono Udinese, Cagliari e Juventus. E uno stadio proprio consente maggiori profitti. Anche perchè di affitto, ovviamente, non se ne paga.

diritti tv premier league 2016 2017
Ripartizione diritti tv in Premier League 2016/17

Ma gli stadi di proprietà sono solo la punta dell’iceberg. Dietro a tutto questo ci sono centri e campi di allenamento (almeno fino alla Championship) all’avanguardia, preparatori atletici e scout decisamente bravi e attenti ai dettagli e via dicendo. Diritti tv, scouting e staff ottimo rendono la Premier il campionato più bello del mondo. E l’Italia, per guadagnare terreno, dovrebbe seguire il modello inglese.

Serie A a 16 squadre: si deve

La Serie A a 16 squadre ogni tanto torna di moda. Ma, di fatto, non si concretizza mai. Ed è un peccato, perchè in un campionato a sedici squadre ci si divertirebbe di più e, soprattutto, ci sarebbe molto meno lavoro dietro ai calendari degli eventuali recuperi, dei posticipi e degli anticipi. In parole povere: ci sarebbe l’imbarazzo della scelta nel momento in cui bisogni scegliere la data per rinviare un match.

diritti tv nuova ripartizione serie a
Ripartizione dei diritti tv in Serie A (2017/2018)

In un campionato a sedici squadre si assisterebbe a una lotta spietata per la salvezza e – appunto – più appassionante di quella attuale (vi sembra normale che l’ultima classificata, a novembre, sia già retrocessa?!). E se un campionato diventa più combattuto, attira più società interessate ad acquistarlo. E questo farebbe lievitare il costo dei diritti tv. E ciò vuol dire che le squadre, ogni anno, guadagnerebbero molto di più dai diritti tv. E guadagnare di più cosa vuol dire? Investire nelle strutture, nello scouting, nello stadio.

Vivere solo di plusvalenze e scouting, come sta accadendo ora nel campionato italiano, non è fattibile.

 

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