Milan eliminato. Togliete i giudici di porta, aggiungete la VAR

Ieri sera il Milan è crollato, per così dire, sotto i colpi dell’Arsenal di Arsene Wenger. Ma la colpa di questa sconfitta, questa volta, non è interamente della squadra che, anzi, rispetto all’andata ha fornito una prestazione di qualità ben superiore. La colpa, dicevo, va attribuita a quel regalo di Eriksson chiamato rigore.

Ma riepiloghiamo l’accaduto. Welbeck è lanciato in area di rigore, a rincorrere un pallone che sembra irraggiungibile, infatti è destinato a spegnersi sul fondo. Ricardo Rodriguez, giunto in chiusura, lo sfiora con la mano. Gli tocca appena la spalla ed ecco che, lo sportivissimo attaccante dei Gunners, si diletta in un tuffo degno di oro olimpico. Eriksson, dopo la segnalazione del giudice di porta (ma ancora esistono?) fischia il rigore (inesistente).

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I giudici di porta non servono. VAR anche in Champions

I giudici di porta, che in Serie A sono stati aboliti per nostra fortuna, hanno segnalato una cosa inesistente. Una cosa che, con la VAR, sarebbe risultata più chiara. Si possono passare ore e ore a discutere se la VAR sia conveniente o no, se aiuti davvero o no, se sia esente da errori o no, ma fatto sta che se ci fosse stata almeno l’intervento sarebbe stato valutato meglio. Almeno quello.

Certo, è pur sempre visionata dall’occhio umano, ma è un dato di fatto che da quando è entrata in vigore nei principali campionati europei gli errori arbitrali si sono dimezzati. E forse, senza quel rigore del momentaneo pareggio, Arsenal-Milan avrebbe preso una piega ben diversa.

 

 

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